La Chiesa di San Lorenzo in Cupramontana

particolare dell'interno di San lorenzoLa chiesa di S. Lorenzo Martire in Cupramontana è una fra le più grandi e belle chiese della Diocesi di lesi e di quelle costruite dall’architetto cuprense Mattia Capponi. All’architetto, nella seconda metà del 1700, i Padri Camaldolesi commissionarono non solamente questo sacro edificio ma il riordino dell’intero loro monastero.

L’opera, non semplice ma brillantemente risolta dal geniale architetto, è interamente documentata su elaborati originali di recente ritrovati, restaurati ed ora visibili presso la Biblioteca Comunale.

La chiesa di San Lorenzo, con elementi architettonici e decoramentali che risultano costanti in tutti i lavori eseguiti dal Capponi, si presenta a navata unica con quattro altari laterali, semplicemente decorati ed appena infossati alle pareti. Il presbiterio, rialzato da un semplice gradino e senza balaustra, come nei canoni delle chiese abbaziali, è ampio e proporzionato; a destra ed a sinistra, in alto, su due balconi, trovano alloggio l’organo (Callido: op. 227 del 1786) e la cantoria.

A dare la sensazione di essere all’ interno di un tempio greco-romano sono le colonne sormontate da capitelli corinzi; mentre a dare il senso della spazialità se ne incarica la tenue tinta color del cielo; la luminosità dell’intero vano e il rilievo a tutti gli elementi architettonici sono garantiti dai numerosi finestroni.

Il catino absidale maestoso e mosso da decorazioni floreali stilizzate e da un gruppo di angioletti e putti che reggono la croce, catturano l’attenzione del visitatore dandogli, all’istante, il senso del sacro e del mistico.

La tela dell’altare maggiore della Chiesa

tela raffigurante il martirio di San LorenzoLa grande tela che troneggia sopra l’ altare maggiore non poteva non raffigurare il martirio di S. Lorenzo, è stata dipinta dall’anconetano Francesco Appiani nel 1780.


Il pittore ritrae il santo Martire seminudo, steso sulla graticola e circondato dai suoi carnefici mentre il suo sguardo è rivolto in alto da dove gli appaiono tre angeli recanti la Corona del martirio.

Il paesaggio che fa da sfondo alla scena si innesta alla perfezione Con lo stile neoclassico dell’ architettura: sulla destra la base di un obelisco, sulla sinistra una statua collocata su di un classico piedistallo. Il sogno di S. Romualdo 

La tela posta nel secondo altare laterale destro per chi entra, è una copia del noto dipinto del Sacchi conservato presso la Pinacoteca Vaticana. L’anonimo pittore che ricevette la commissione dai monaci camaldolesi risulta essere in possesso di molta esperienza e di buona mano perché, pur nulla tralasciando dell’originale pittura, in scioltezza e bei colori rende alla perfezione il panneggio dei monaci in primo piano e l’intero scenario.

Allo stesso anonimo deve essere attribuita la bella Fuga in Egitto (primo al tare laterale sulla destra di chi entra).

 

 

 

Le altre tele in San Lorenzo Martire

La tela della Madonna del Rosario tra Santa Caterina e S. Domenico (primo altare laterale a sinistra di chi entra) è dell’ Appiani. Il Martirio del Beato Angelo, e la Trinità e Santi (le due tele poste in alto sopra i due confessionali) e il Santo Martire tra i carnefici (se condo altare laterale sulla sinistra di chi entra) sono del 1660 e recano la firma del pittore Romano Pietro Lucatelli. Nel secondo altare laterale a destra di chi entra viene rappresentato il Sogno di San Romualdo e questa è una copia del pittore Sarti che è conservata nella Pinacoteca vaticana.

La Chiesa di San Lorenzo Martire
La Chiesa di San Lorenzo Martire
La Chiesa di San Lorenzo Martire
La Chiesa di San Lorenzo Martire

La cappellina della Madonna di Lourdes

Particolare rilievo nel senso religioso dei cuprensi è la Cappella della Ma donna di Lourdes (immediatamente sulla sinistra di chi entra). Sopra l’ altare di questo suggestivo ambiente (ricavato da Mons. Ulderico Fazi da uno dei vani della sacrestia) vi è stata riprodotta la grotta delle apparizioni di Lourdes; lì davanti sosta no in continuazione persone in raccoglimento ed in preghiera.

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